
Mika Salo (42)
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Mika Salo (Helsinki, 30 novembre 1966) è un pilota automobilistico professionista, ex-pilota di Formula 1.
La sua carriera in Formula 1 comincia con scuderie minori, nelle quali si fa notare per alcuni exploit, sebbene isolati.
I primi anni in Formula 1
A Montecarlo, nel 1997, arriva 5° nel GP dominato dalla Ferrari di Michael Schumacher sotto la pioggia, a causa della prematura interruzione della corsa: tale risultato fu dovuto all'effettuazione dell'intero GP, fino alla sospensione, senza effettuare pit-stop, il che gli permise di risalire la classifica. Furono, quelli, gli unici due punti dell'anno sia per Mika che per la Tyrrell, gli ultimi punti della gloriosa squadra inglese.
Nel 1998 Salo forma, con Pedro Diniz, la coppia dell'Arrows, revitalizzata da Damon Hill l'anno precedente ma abbandonata dal motorista Yahama e senza più il vantaggio palese della gommatura Bridgestone. Gli unici punti di Salo vengono, come l'anno precedente, dal Gran Premio di Monaco dove, causa diversi ritiri eccellenti e un arrivo con soli 11 piloti, è quarto (davanti anche al campione del mondo Jacques Villeneuve).
Il fantastico 1999
Per il 1999 Salo non ha un ingaggio in un team di Formula 1, eppure la sua annata sarà la migliore all'interno di questo sport.
Rimpiazzo alla BAR-Supertec
Per tre gare, a cavallo di Montecarlo (dove si infila tra i guard-rail al Loews), sostituisce Ricardo Zonta alla BAR (che ha rilevato la Tyrrell), sfiorando i punti a Imola (7°) e in Spagna (8°).
Sostituto di Schumacher
La grande occasione arriva dovendo sostituire Michael Schumacher alla Ferrari, dopo l'incidente di Silverstone. Contrariamente alle attese, non è il tester Luca Badoer il prescelto, ma proprio Salo, valutato in quel momento come uno dei piloti più promettenti sulla piazza.
In sei gare, dopo aver debuttato con un 9° posto in Austria, Salo dà mostra di ottime capacità ma rendimento altalenante. Alla seconda gara, in Germania, si qualifica 4° (davanti al compagno Eddie Irvine, 5°) e si porta comodamente al comando del Gran Premio, che vincerebbe in scioltezza ma cede a Irvine, sempre più in lotta per il Mondiale. In Ungheria arranca nel gruppo, in Belgio è sfortunato e sfiora i punti (7°), a Monza surclassa Irvine ed è ancora a podio, terzo. Alla sua ultima gara, al Nurburgring, deve ritirarsi per guai meccanici.
Lascia la Ferrari con 10 punti (quasi un terzo di tutti quelli ottenuti in carriera), gli unici due podii in Formula 1, la soddisfazione di avere contribuito al Campionato Costruttori (tornato a Maranello dopo 16 anni) e un contratto che lo lega alla Ferrari in maniera indiretta per gli anni a seguire.
La conclusione della carriera in Formula 1
I primi effetti del contratto si hanno nel 2000, con la partecipazione ad un altro Mondiale di Formula 1 con la Sauber-Ferrari. L'annata è buona, visti i mezzi: sarebbe subito a punti in Australia, ma è squalificato per irregolarità nell'alettone anteriore. I 6 punti che conquista regolarmente derivano da due quinti posti (le sue predilette Montecarlo e Hockenheim) e altrettanti sesti (Imola, Austria), e quando arriva al traguardo è sempre nei primi 10 (con soli tre ritiri).
Per i due anni successivi si accorda con Toyota per il debutto assoluto del terzo costruttore di automobili nel Mondiale. Il 2001 è trascorso interamente in collaudi, lontano dai Gran Premi e colmo di problemi tecnici (causa anche una monoposto completamente sbagliata e una seconda non irresistibile). Il 2002 lo rivede al via ma, salvo i due punti (è sesto al debutto in Australia e alla terza gara, in Brasile) a inizio mondiale, il resto è un calvario che raramente lo vede competitivo. Oltre alla soddisfazione dei primi punti per la Toyota resta poco altro, è l'epilogo in Formula 1.
La carriera extra-F1
Nel 2003 corre alla 12 Ore di Sebring con l'Audi R8, il prototipo più vincente del decennio. Con essa avrebbe dovuto correre anche la 24 Ore di Le Mans, ma il suo equipaggio termina la gara alla prima ora per problemi col carburante. Corre, nel frattempo, in America, nella CART col team PK Racing: termina terzo a Miami, seconda su quattro corse disputate.
Ricordando il legame con la Ferrari, Salo è coinvolto (con altri piloti di spicco appena ritiratisi, come Johnny Herbert) nello sviluppo della Maserati MC12, Gran Turismo estrema che segna il rientro della casa modenese nelle corse. Prima di disputare le ultime quattro gare della stagione nel FIA GT con la Maserati debuttante, vincendone due, debutta lui stesso nel campionato alla 24 Ore di Spa con la Ferrari 575.
Il 2005 fu quasi sabbatico, con solo due partecipazioni a gare dell'American Le Mans Series (ALMS) con la Maserati MC12, le cui prestazioni furono però limitate e i risultati scarni.
Nel 2006, al contrario, Salo è stato molto impegnato sui due fronti: quello americano dell'ALMS con il team Risi Competizione, con la nuova Ferrari F430 per la classe GT2, e quello europeo del FIA GT con l'AF Corse e la medesima vettura, per la stessa classe.
La famiglia
La famiglia Salo risiede attualmente a Montecarlo, che per ogni finlandese da Formula 1 è un po' una seconda patria. Moglie di Mika è Noriko, giapponese, sposata nei primissimi giorni del periodo ferrarista. Da lei ha avuto il figlio Max e la figlia Mai.
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Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Mika_Salo"
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