Massimo Cacciari (64)
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Massimo Cacciari in Rete:
Biografia:
(estratta da Wikipedia)Massimo Cacciari (Venezia, 5 giugno 1944) è un politico e accademico italiano, attuale sindaco di Venezia.
Biografia
Frequenta il Liceo Classico Marco Polo di Venezia. Nel 1967 si laurea in filosofia all'Università di Padova con una tesi sull'opera Critica del giudizio di Immanuel Kant, sotto la guida del professor Dino Formaggio. Nel 1985 diviene professore universitario presso l'Istituto di Architettura di Venezia, con la cattedra di Estetica. Nel 2002 fonda la Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele a Cesano Maderno, di cui è Preside fino al 2005. È fondatore di alcune riviste di divulgazione filosofica.
Al centro della sua riflessione filosofica si colloca la crisi della razionalità moderna, che si è rivelata incapace di cogliere il senso ultimo del reale, abbandonando la ricerca dei fondamenti del conoscere. La sua ideologia muove dal concetto di "pensiero negativo", ravvisato nelle filosofie di Friedrich Nietzsche, di Martin Heidegger e di Ludwig Wittgenstein, per risalire ai suoi presupposti in alcuni aspetti della tradizione religiosa e del pensiero filosofico occidentali.
Ha pubblicato numerose opere e saggi, tra i quali meritano una particolare attenzione: Krisis (del 1976); Pensiero negativo e razionalizzazione; (1977), Dallo Steinhof (1980), Icone della legge (1985), L'angelo necessario (1986), Dell'inizio (1990), Della cosa ultima (2004). I volumi Icone della legge e L'angelo necessario presentano, inoltre, alcune pagine dedicate alla filosofia dell'icona e agli esiti del pensiero del mistico russo Pavel Aleksandrovič Florenskij.
Attività politica
Dopo aver aderito giovanissimo a Potere Operaio entrò nel Partito Comunista Italiano, ricoprendo cariche apparentemente lontane dai suoi interessi filosofici: fu responsabile della Commissione Industria del PCI Veneto negli anni settanta, venne poi eletto alla Camera dei deputati dal 1976 al 1983, fu membro della Commissione Industria della Camera. Dopo la morte di Enrico Berlinguer, avvenuta nel 1984, lasciò il PCI per aderire a partiti politici più moderati, sempre inseriti però nella coalizione di centrosinistra.
Fu sindaco di Venezia dal 1993 al 2000, fra i principali sostenitori dei Democratici di Romano Prodi e si parlò di lui come un probabile leader dell'Ulivo. In preparazione delle elezioni regionali del 2000, aveva compreso che la sinistra per vincere in una regione tradizionalmente moderata avrebbe dovuto agganciare una parte dell'elettorato in fuga dalla ex DC, e fece alcuni significativi passi in tal senso, ma non ebbe la risolutezza necessaria per convincere l'elettorato autonomista.
La sua sconfitta alle Regionali del 2000, dove fu candidato per la presidenza della regione Veneto, fece tramontare l'ipotesi che potesse diventare il futuro leader dell'Ulivo. Cacciari ottenne in quella tornata il 38,2% dei voti, venendo sconfitto dal rappresentante del Polo per le Libertà Giancarlo Galan che ottenne il 54,9%: in qualità di "miglior perdente", il professore divenne comunque consigliere regionale.
Sindaco di Venezia
Nel 2005, a sorpresa, annuncia la sua intenzione di ricandidarsi a sindaco di Venezia. I partiti di sinistra dell'Ulivo avevano però già raggiunto l'accordo per la candidatura unitaria del magistrato Felice Casson ma Cacciari dichiara di voler andare avanti anche a costo di spaccare l'unità della coalizione, cosa che effettivamente succede: Cacciari viene sostenuto da UDEUR e Margherita, Casson riceve invece l'appoggio di tutti gli altri partiti del centrosinistra.
Al primo turno Casson riceve il 37,7% dei voti mentre Cacciari si ferma al 23,2%; sfruttando le divisioni presenti in maniera ancora più acuta nel centrodestra, sono proprio i due rappresentanti dell'Ulivo ad andare al ballottaggio. A sorpresa Cacciari, seppur sostenuto da liste più deboli, riesce a far leva sull'elettorato moderato e vince la sfida con circa 200 voti di vantaggio sul suo competitore (50,5% contro 49,5%).
L'inattesa vittoria del politico-filosofo crea malumori all'interno della coalizione (Casson commenterà il risultato esclamando: "Ha vinto Cacciari? Allora ha vinto la destra!") ed una particolare situazione nel consiglio comunale veneziano: la Margherita con il suo 13,4% di voti ha diritto a ben 26 seggi (mentre i DS, che ottennero il 21,2%, si dovettero accontentare di 6 seggi) e l'UDEUR nonostante un modesto 1,4% si accaparra 2 seggi (a differenza di Rifondazione Comunista che con il 6,8% si aggiudicò un solo seggio).
Nel complesso, quindi, la coalizione Cacciari con il 14,8% dei suffragi prese 28 seggi mentre il raggruppamento Casson con il 41% risultò possessore di 9 seggi. Ciò ha permesso all'esponente moderato, iscritto alla Margherita di cui è esponente di punta in Veneto, di poter governare la città con una solida maggioranza consiliare.
In occasione delle elezioni regionali del 2005, delle elezioni politiche del 2006 e delle amministrative del 2007 ha cercato di porre l'accento sulla questione settentrionale: in tutte queste tornate elettorali, l'Unione ha ottenuto più voti rispetto alla Casa delle Libertà in provincia di Venezia.
Collegamenti esterni
Laura Tussi, La confusione dialogica Intervista con Massimo Cacciari
Recensione di Geofilosofia dell'Europa, su ItaliaLibri
Scheda su openpolis.it di Massimo Cacciari
Traduzione francese in versione integrale e gratuita di un libro inedito in italiano: Drân. Méridiens de la décision dans la pensée contemporaine (Drân. Meridiani della decisione nel pensiero contemporaneo)
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