Elton John (62)
Informazioni di base:
Elton John in Rete:
Biografia:
(estratta da Wikipedia)Sir Elton John (nato Reginald Kenneth Dwight; Pinner, 25 marzo 1947) è un cantautore, compositore e musicista britannico.
Nel corso della sua ormai quarantennale carriera ha venduto ufficialmente un totale di oltre 250 milioni di album (una stima reale e aggiornata sulle vendite totali dovrebbe essere sui 360 milioni di dischi tra singoli ed album), che ne fanno uno dei cantanti di maggior successo di sempre e, insieme al paroliere Bernie Taupin, forma una delle coppie di compositori più famose e prolifiche nella storia della musica contemporanea. E' uno dei più importanti e influenti artisti del rock internazionale; nel 1994 è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, mentre nel 1998 è stato fatto Cavaliere dalla regina Elisabetta II.
Compositore molto prolifico, è divenuto famoso per canzoni come Candle in the Wind (canzone dedicata in origine a Marilyn Monroe e successivamente a Lady Diana nel 1997), Your Song e Rocket Man. Nel 1994 ha firmato, insieme al paroliere Tim Rice, la colonna sonora del film d'animazione della Disney Il re leone nella quale spicca la canzone premio Oscar Can You Feel the Love Tonight?. Con Elton John il pianoforte, che è sempre stato il suo simbolo, è tornato ad essere un protagonista assoluto nel rock dell'epoca, dove i chitarristi la facevano da padrone, sia nella fase compositiva, ma soprattutto negli spettacoli live dove il performer e il suo strumento diventavano un'unica cosa.
È leggendaria la facilità e la velocità con cui riesce a comporre musica, alcuni dei suoi album migliori sono stati concepiti, scritti ed incisi nei brevi periodi di pausa tra un tour mondiale ed un altro, e nella sua carriera ha composto oltre seicento canzoni, la quasi totalità pubblicate ufficialmente.
È uno dei cantanti che può vantare un'attività live tra le più intense di tutti i tempi, a partire dalla fine degli anni sessanta ha suonato in oltre 2300 concerti e, nel 2008 ha completato il suo personale record di essersi esibito in tutti i 50 stati dell'unione USA. Al contrario della sua produzione discografica che ha conosciuto alti e bassi, l'attività live ha invece mantenuto un enorme successo praticamente in ogni nazione che è stata toccata dai suoi tour.
L'ispirazione è stata senza alcun dubbio al massimo nel periodo tra la fine degli anni sessanta e la metà degli anni settanta, ma la velocità di composizione è rimasta inalterata sino ai giorni nostri, caso piuttosto raro nel panorama musicale: la ricchezza quantitativa della sua discografia ne è un esempio lampante.
Oltre che nei suoi album, lo possiamo trovare come cantante e pianista in moltissimi dischi di altri artisti, a partire dal 1968 ai giorni nostri, alcune volte sotto strani pseudonimi.
Biografia
L'infanzia e gli esordi
Nasce a Pinner, Middlesex nel Regno Unito, il 25 marzo del 1947, battezzato con il nome di Reginald Kenneth Dwight. La sua infanzia non è affatto facile, ed il pessimo rapporto con il padre lo segna profondamente. All'età di quattro anni inizia a far pratica con il pianoforte, che suonava ancora ad orecchio, dalla nonna materna, dimostrando subito il suo innaturale e precoce talento. A 11 anni riceve una borsa di studio per la Royal Academy of Music di Londra, della quale non completerà mai i corsi.
La carriera di Elton John, all'epoca ancora Reg (Reginald) Dwight, inizia professionalmente con i Bluesology nel 1965, divenuti poi gruppo di accompagnamento per Long John Baldry, e prosegue, dal 1967, come solista. È dall'esperienza con i Bluesology, che incideranno tre singoli nel corso della loro attività, che nasce il suo nuovo nome, preso da Elton Dean, il sassofonista (più tardi nei Soft Machine), e dal già citato Long John Baldry.
Dopo i vani tentativi di diventare il cantante di King Crimson, nel giugno 1967 risponde ad un annuncio della Liberty Records per la ricerca di nuovi talenti e inizia la collaborazione, inizialmente solo per corrispondenza, col paroliere Bernie Taupin. Quando i due si incontrano, qualche mese dopo, l’intesa tra loro si rivela perfetta: è l’inizio di un lungo sodalizio umano e professionale. Messi sotto contratto dalla Dick James Music (DJM), firmano decine di canzoni per altri artisti della scuderia e in seguito, notate le loro potenzialità, la casa discografica gli pubblica alcuni singoli e un album di esordio, Empty Sky (1969): ancora acerbo, realizzato con pochi mezzi e senza un vero produttore (Steve Brown, un tecnico della DJM), mostra già un certo talento compositivo ma non ottiene riscontri commerciali.
Anni Settanta
Le cose cambiano quando entrano in scena Gus Dudgeon e Paul Buckmaster, reduci dal lavoro (rispettivamente, produzione e arrangiamenti) svolto per il brano Space Oddity di David Bowie. Il risultato è l’album omonimo Elton John (1970), registrato dal vivo in pochi giorni con l’orchestra e una sezione ritmica, ricco di melodie complesse dalle atmosfere cupe. Il primo singolo Border Song entra nella Top100 USA e in seguito Aretha Franklin ne realizza una cover. Durante il tour americano di Elton che segue la pubblicazione dell‘album, in trio col bassista Dee Murray e il batterista Nigel Olsson, le esecuzioni dei brani, spogliati dell’orchestra, ne rivelano la maestria di pianista, compositore e showman: al Troubadour di Los Angeles la critica resta molto colpita e scrive di un “nuovo messia rock” e di un “erede dei Beatles”. È l’inizio del grande successo americano, che spinge l’album nella Top5 USA (distribuito da una piccola etichetta affiliata al colosso MCA, che fiuta l’affare) e quindi, di rimbalzo, a sfiorare la Top10 inglese, anche grazie alla scelta come secondo singolo di Your Song, brano destinato a divenire un evergreen, una delle canzoni d’amore più note ed amate.
È da notare la sua intensa attività di session man, sia uffiale che anonima, che si è protratta dagli anni degli esordi nel mondo musicale (1968) sino al 1970, in piena esplosione mediatica: l'album Elton John già scalava le classifiche ed Elton partecipava ancora come cantante anonimo nelle raccolte di successi a basso costo che imperversavano in quegli anni, in Inghilterra.
Anche Tumbleweed Connection (1970) raggiunge le Top10 inglese e americana, malgrado non ne vengano estratti dei singoli. Per molti si tratta del suo capolavoro, un concept-album di ambientazione western che fonde con grande stile blues, country e gospel.
Nel 1971 lavora senza sosta tra lo studio e il palco: escono Friends, colonna sonora del film omonimo (noto in Italia come Due ragazzi che si amano) commissionata dalla Paramount e composta da canzoni firmate John/Taupin e da pezzi strumentali scritti da Buckmaster, e l’album live 17-11-70, registrazione di un concerto radiofonico tenuto a New York. Segue l’album di inediti Madman Across the Water, altro gioiello della “prima fase” eltoniana, in cui il team John-Taupin-Dudgeon-Buckmaster porta a livelli di perfezione il barocco folk-pop sinfonico sviluppato nei tre lavori in studio precedenti; in Gran Bretagna non raggiunge la Top40 ma si rifà negli USA, arrivando al #8 e col discreto successo dei singoli Levon e Tiny Dancer.
Con Honky Chateau (1972) debutta in pieno anche in studio la Elton John Band formata da Murray, Olsson e il chitarrista Davey Johnstone (Johnstone ed Olsson ne fanno tuttora parte, mentre Murray è morto nel 1992). L’assenza dell’orchestra comporta una virata verso un pop-rock pianistico più immediato che alterna brani ritmati (tra cui Honky Cat, secondo singolo estratto) ad altri più lenti come il primo singolo Rocket Man: l’album raggiunge il 1° posto negli USA, primo di una serie di sette #1, e il 2° in Gran Bretagna, dove raggiungeranno la #1 i successivi quattro LP, e consacra Elton come rockstar.
Fondamentale è il look esibito nei concerti, costruito sulla scia dei divi glam-rock come il rivale David Bowie e Marc Bolan, a base di travestimenti kitsch e ambiguità sessuale, con gli occhiali da vista dei modelli più incredibili che diventano un suo marchio di fabbrica. E’ così che inizia a venire meno il consenso di parte della critica, che contesta gli atteggiamenti eccentrici e le bizze da primadonna e presta minore attenzione al talento musicale: “All’inizio la critica era molto colpita dalla mia musica, ma quando cominciai a indossare i costumi tutti dissero che non ce n’era bisogno. E che sarebbe stato meglio se fossi salito sul palco con un paio di jeans e una maglietta. Ma quello non sarei stato io”.
Nel 1973 fa uscire due dischi di enorme successo, commercialmente impeccabili, sempre prodotti da Dudgeon: Don't Shoot Me I'm Only the Piano Player, che licenzia le due hit-singles Daniel e Crocodile Rock (prima #1 nella single chart USA), e il doppio LP Goodbye Yellow Brick Road, che resta il suo album più celebre, amato e venduto. Il progetto iniziale di realizzarlo in Giamaica, sulle orme dei Rolling Stones non ha buon esito a causa delle pessime condizioni degli studi di Kingston ma, ritornato a registrare in Francia, ne esce ugualmente un capolavoro che spazia dal progressive (Funeral For A Friend/Love Lies Bleeding) all’hard-rock del primo singolo Saturday Night’s Alright (For Fighting), dal glam (All the Girls Love Alice) alle ballate agodolci come Candle in the Wind e la title-track Goodbye Yellow Brick Road, gli altri singoli estratti. Bennie and The Jets, negli USA, diviene il primo brano scritto da un cantante bianco a raggiungere la #1 nelle charts R&B. Anche il singolo natalizio Step Into Christmas conquista una #1 USA nel dicembre 1973.
Caribou (1974), primo di tre album registrati ai Caribou Studios di Jim e Jeff Guercio tra i monti del Colorado, ospita i Tower Of Power ai fiati e, ai cori, Dusty Springfield (nella hit-single The Bitch Is Back) e parte dei Beach Boys (nell’altro singolo Don’t Let the Sun Go Down On Me): meno ispirato dei precedenti, contiene tuttavia il capolavoro per piano e voce Ticking.
Nello stesso anno collabora con John Lennon nel suo album Walls and Bridges. L’ex-beatle ricambia partecipando alla cover eltoniana della sua Lucy in the Sky with Diamonds, che esce come singolo (#1 in USA). Il 28 novembre, durante un concerto al Madison Square Garden, Elton ospita l’amico in tre duetti, in quella che sarà l’ultima apparizione sul palco di Lennon, morto assassinato nel 1980. Un’altra cover è Pinball Wizard, eseguita da Elton all’interno del film Tommy, trasposizione cinematografica dell’omonima rock-opera dei Who firmata Ken Russell.
Dopo l’uscita del primo trionfale Greatest Hits (1974), la MCA distribuisce negli USA l’album d’esordio Empty Sky (raggiunge la #6) e il successo americano prosegue con la #1 Philadelphia Freedom, prima incursione di Elton nel soul di Philadelphia in voga a metà anni ‘70.
Con Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy (1975) realizza il suo lavoro più ambizioso e personale, un concept-album (l’unico singolo estratto è Someone Saved My Life Tonight) dai testi autobiografici dedicato agli anni della gavetta e alla relazione, umana e professionale, con Bernie Taupin. Il 21 giugno, quando viene eseguito live al Wembley Stadium di Londra, il pubblico reagisce freddamente e l’album in patria si ferma al #2; negli USA invece è il primo LP a debuttare al #1 nella classifica di Billboard, mantenendo la posizione per 7 settimane, l’apice di una carriera che nel 1975 lo vede avere oltre il 2% delle vendite mondiali di dischi, situazione oggi impensabile per qualsiasi rockstar.
Il live londinese segna anche il debutto della nuova band allargata, con la quale registra Rock Of The Westies (1975), album elettrico e veloce (“il primo dei miei dischi alla cocaina“, ammetterà): i singoli estratti sono Island Girl e Grow Some Funk Of Your Own, ne risultano l’ultima #1 USA, e una #5 inglese.
Quindi fonda, insieme al suo manager John Reid, una propria etichetta discografica, la Rocket Records, che mette sotto contratto anche altri artisti, ma sarà destinata soprattutto a pubblicare i futuri dischi dopo la fine dei rapporti con Dick James.
La prima produzione Rocket è il singolo Don't Go Breaking My Heart, duetto con Kiki Dee di enorme successo, mentre esce l’ultimo LP previsto dal contratto con la DJM, il live Here And There (1976), rieditato in doppio CD nel 1996 comprendendo i tre duetti con Lennon.
Segue Blue Moves (1976), doppio LP che esce a fine anno trainato dall’altra hit Sorry Seems to Be the Hardest Word. Registrato in diversi studi tra Londra e la California, ricco di collaborazioni eccellenti, spazia tra ballate tristi, tocchi jazzati, suite orchestrali e ammiccamenti alla discomusic, riflettendo gli stati d’animo di un Elton devastato da alcool e droghe e in preda alla depressione (confesserà anche di aver tentato due volte il suicidio) e di un Taupin in crisi coniugale.
L'album esce a ridosso della famosa intervista alla rivista Rolling Stone in cui rivela la propria bisessualità, e non va oltre un #3 in USA e in patria: il coming out gli danneggia la carriera mettendo un freno alle vendite e alla popolarità soprattutto in un Paese puritano come gli Stati Uniti, dove larga parte del pubblico rimane spiazzato da questa confessione pubblica.
Nel 1977 interrompe temporaneamente la collaborazione con Taupin e con Dudgeon e azzera l’attività, in studio come sul palco, annunciando un imminente ritiro. Mentre esce Greatest Hits Vol.2 si dedica ad altro: produttore per altri artisti e presidente del Watford F.C., la squadra di calcio di cui è tifoso. Registra inoltre alcuni brani soul col produttore Thom Bell, che usciranno parzialmente due anni dopo.
Nell’ottobre 1978 si ripresenta con un album di inediti, dopo il flop del singolo Ego, ma la scena musicale è cambiata profondamente, in seguito all’affermazione del punk e della new wave: A Single Man inaugura la collaborazione col paroliere Gary Osborne, che a differenza di Taupin scrive i testi solo in seguito alla composizione della musica; guarda caso, il brano di maggior successo è la strumentale Song For Guy, ma nessuno dei due singoli estratti (l’altro è Part-time Love) porta fortuna ad un album valido e molto ben prodotto dallo stesso Elton assieme a Clive Franks: #8 in UK, #15 in USA.
Quindi esce The Thom Bell Sessions (1979) come mini-album nei soli USA, dove il brano Mama Can’t Buy You Love raggiunge la Top10; il singolo europeo Are You Ready For Love? passa invece inosservato, prima di essere rispolverato con successo nel 2003.
Con Victim Of Love (1979), “eurodisco” prodotto da Pete Bellotte a Monaco di Baviera, si fa coinvolgere in un progetto discomusic prestando esclusivamente la voce ed incappando in un grosso flop artistico e commerciale, considerato da critica e fans il suo lavoro peggiore.
Paradossalmente, mentre la carriera tocca il fondo, torna ad esibirsi live con rinnovata energia in un tour solo piano, accompagnato dal suo funambolico percussionista Ray Cooper: nel 1979 è la prima rockstar occidentale ad esibirsi in Israele e in Unione Sovietica, con due concerti a Mosca e a Leningrado. Del 1980 è invece il concerto gratuito con band al Central Park di New York, durante il quale si presenta vestito persino da Donald Duck di fronte ad un pubblico di circa 500.000 persone.
Anni Ottanta
Abbandonata precipitosamente la parentesi "disco", produce in Francia con Clive Franks 21 At 33 (1980) e The Fox (1981), due album di ottimo livello che non però riscuotono grande successo, ad eccezione del singolo Little Jeannie (#3 in USA) estratto da 21 At 33. The Fox inoltre subisce una lavorazione travagliata: rifiutato dalla MCA americana che lo giudica poco commerciale, viene distribuito negli USA dalla Geffen dopo aver fatto registrare ulteriori brani ad un nuovo produttore, Chris Thomas, nel tentativo (vano) di renderlo più appetibile al pubblico.
Thomas quindi produce interamente il più banale Jump Up! (1982), che spinto dalla hit Blue eyes vede risollevare lievmente le vendite. Un altro estratto è la commovente Empty garden (hey hey Johnny), dedicata al ricordo di John Lennon.
Nel corso degli anni ‘80 la carriera prosegue tra alti e bassi: la musica si adegua alle tendenze del periodo, con un maggiore ricorso a sintetizzatori e tastiere, ma a fronte di alcuni successi commerciali europei nessun LP raggiunge la Top15 USA. Too Low For Zero (1983) resta comunque un lavoro riuscito, nel quale riprende la collaborazione fissa con Taupin (dopo casi sporadici nei tre album precedenti) e con la band storica Johnstone-Murray-Olsson. Grazie a hit come I’m still standing, I guess that’s why they call it the blues e Kiss the bride, Elton rientra nella Top10 inglese. Il successivo Breaking Hearts (1984) debutta al #2 in patria: i singoli di maggior successo sono Sad songs (Say so much) e Who wears these shoes?.
La vita privata intanto continua a scorrere tra eccessi e dipendenze da alcool e droghe, finendo spesso nel mirino della stampa scandalistica: a nulla vale il matrimonio col suo tecnico del suono Renate Blauel, celebrato a Sydney il giorno di San Valentino 1984 e destinato a durare fino al 1987.
Nel 1985 è una figura di spicco del concerto benefico Live Aid e partecipa ad un singolo di Dionne Warwick, That’s what friends are for (#1 in USA), assieme a Stevie Wonder e Gladys Knight. Duetta inoltre con Millie Jackson in Act of war, brano originariamente inserito nella prima edizione CD dell’album Ice On Fire (1985, #3 in UK), dove ospita anche George Michael negli altri estratti Wrap her up (duetto vocale) e Nikita (ai cori). La produzione dell'album, opera di un irriconoscibile Gus Dudgeon, strizza l’occhio con esiti deludenti al synth-pop anni ‘80, e col successivo ed analogo Leather Jackets (1986) va incontro ad un notevole flop commerciale (#24 in UK, #91 in USA).
Il tour australiano del 1986 con la band e la Melbourne Symphony Orchestra ottiene invece grandi consensi, e il disco Live In Australia (1987) che ne viene tratto rispolvera al meglio molti capolavori anni ‘70: la versione live di Candle in the wind rientra ai piani alti delle single charts.
Nel 1987 subisce un’asportazione chirurgica di una serie di noduli alle corde vocali, in seguito alla quale la voce diviene più roca e perde il caratteristico falsetto esibito precedentemente in molte canzoni. Per il lancio del gradevole Reg Strikes Back (1988), registrato con Chris Thomas dopo un anno di forzato silenzio, mette all’asta per beneficenza i numerosi abiti di scena, e in seguito vince una una causa per diffamazione contro il Sun, che gli fa pubbliche scuse dopo averlo coinvolto in falsi scandali di sesso e droga. L’album non va oltre un #18 in patria ma piazza al #2 in USA il primo singolo I don’t wanna go on with you like that e si rivela un gran successo in Italia grazie al secondo estratto A word in Spanish, che Elton esegue al Festival di Sanremo 1989.
Nel 1989 dedica a Taupin Sleeping With The Past, dichiarato omaggio alla musica soul anni ‘60; l’album debutta al #6 in UK ma i due singoli Sacrifice e Healing hands, dapprima usciti separatamente, hanno scarsi riscontri. Quando vengono accorpati in un unico singolo benefico nel giugno 1990, Elton riconquista la #1 nella single chart inglese (la seconda dai tempi di Don’t go breaking my heart, incredibile a dirsi) e immediatamente trascina al #1 anche l’album, a 16 anni da Greatest Hits: inizia così il ritorno al grande successo commerciale che lo accompagnerà lungo tutti gli anni ‘90.
Anni Novanta
Mentre il ritorno in vetta alle classifiche viene sancito in Europa dal doppio The Very Best Of (1990), si sottopone ad una cura disintossicante che lo libera dalla dipendenza dalle droghe. Si dichiara ufficialmente omosessuale e, scosso dal triste caso del giovane Ryan White, fonda la Elton John AIDS Foundation (EJAF) per finanziare la ricerca e la prevenzione contro la malattia.
Nel 1991 il singolo Don’t let the sun go down on me in duetto live con George Michael raggiunge la #1 in patria e negli USA. Escono inoltre Rare Masters, raccolta di rarità e B-sides del periodo 1967-75 (comprendente anche Friends Soundtrack), e la compilation-tributo Two Rooms, dove numerosi colleghi (Sting, P. Collins, E. Clapton, Who, T. Turner e tanti altri) eseguono covers di classici John/Taupin. Nel 1992 partecipa al tributo al compianto amico Freddie Mercury interpretando The Show Must Go On da solo e Bohemian Rhapsody con i Guns N' Roses, il cui leader Axl Rose introdurrà Elton nella Rock And Roll Hall Of Fame due anni dopo.
L’album di inediti The One (1992) ci presenta un Elton dal look più sobrio e minimale (firmato Versace), musicalmente più pacato e riflessivo con maggior spazio concesso ai brani lenti a scapito del rock. Il massiccio ricorso a suoni elettronici fa storcere il naso a molti fans storici, ma il grande pubblico apprezza (#2 in UK) e per la prima volta dal 1976 un suo album riconquista la Top10 USA. I singoli estratti sono il brano omonimo The One, Simple life, The last song (dedicata a Ryan White) e Runaway train, duetto con Eric Clapton.
Duets (1993) raccoglie altri duetti, tra covers di brani classici (True love di Cole Porter, con Kiki Dee), brani John/Taupin inediti e vecchi successi in nuova veste (un remix di Don’t go breaking my heart con RuPaul, prodotto da Giorgio Moroder).
Nel 1994 scrive col paroliere Tim Rice le canzoni della colonna sonora del film Il re leone, che gli frutta un Premio Oscar per Can you feel the love tonight? (ottengono una candidatura anche Circle of Life e Hakuna Matata) e un Grammy per la migliore interpretazione maschile. Il film si rivela il cartoon Disney di maggiore incasso e l’album-soundtrack The Lion King vende oltre 10 milioni di copie nei soli USA.
Made In England (1995, #3 in UK e #13 in USA) è un tentativo, parzialmente riuscito, di tornare ad un sound più autentico e meno commerciale, il cui miglior esito resta Believe, scelta come primo singolo. Dopo l’uscita della raccolta Love Songs (1995), duetta con Luciano Pavarotti durante il Pavarotti & Friends 1996 in Live like horses, brano scritto per l‘occasione che poi esce come singolo.
Nel 1997 muoiono tragicamente i due suoi cari amici Gianni Versace e Lady Diana Spencer. Durante il funerale della principessa esegue al piano una nuova versione di Candle in the wind col testo riadattato da Taupin: cavalcando l’eco dell‘evento e l‘ondata globale di commozione, il brano viene pubblicato e diventa in breve il singolo più venduto della storia (37 milioni di copie nel mondo).
L’album The Big Picture, assai simile a The One nelle sonorità e dedicato alla memoria di Versace, non ne replica l’enorme successo (#3 in UK, #9 in USA), anche perché la track-list non contiene Candle in the Wind '97 ma solo la sua B-side Something About the Way You Look Tonight.
Il nuovo picco di popolarità è confermato nel 1998 dalla nomina a Sir, e se la produzione musicale sembra passare in secondo piano rispetto agli eventi mondani e benefici di cui è protagonista, l’attività live (solo piano, con la band o nei Face to Face con Billy Joel) resta comunque di alto livello e procede senza sosta anche dopo il malore che lo costringe ad annullare un concerto a Brescia e gli lascia in eredità un pacemaker.
Torna a collaborare con Tim Rice nel musical Aida (1999), rilettura di Verdi in chiave pop-opera, che su disco si rivela un insieme di duetti trascurabili con numerosi colleghi,e nel più riuscito The Road To Eldorado (2000), colonna sonora del cartoon Dreamworks La strada per Eldorado, molto ben prodotto da Patrick Leonard ma azzoppato dallo scarso successo del film. Un’altra colonna sonora è The Muse (1999) per l’omonimo film (da noi La dea del successo), quasi interamente strumentale.
Nel 1999 appare inoltre come cartone animato nella serie South Park, dove canta Wake up Wendy, scritta per l'occasione.
Dal 2000 ad oggi
Il suo quarto album live One Night Only (2000), frutto di due serate -a dispetto del titolo- al Madison Square Garden, detiene il record assoluto di rapidità tra la data di registrazione e quella di pubblicazione, anche se il risultato è piuttosto deludente. E’ memorabile invece la sua esibizione con Eminem alla cerimonia dei Grammy Awards 2001, grazie alla quale scagiona il rapper dalle accuse di omofobia.
Nell’ottobre 2001 esce Songs From The West Coast, album che ci restituisce un Elton John artisticamente ispirato e inaugura un convincente ritorno alle atmosfere pianistiche e melodiche in stile anni ’70, complice la raffinata produzione di Patrick Leonard. Anche la critica se ne accorge, dopo anni di stroncature, e due singoli ben scelti (I want love, This train don’t stop there anymore) lo spingono al #2 in patria e al #15 negli USA. Your Song nel frattempo viene scelta come brano portante nel film musical Moulin Rouge, e quindi re-incisa in duetto con Alessandro Safina, # 4 in UK.
Il doppio Greatest Hits 1970-2002 (#3 in UK, #12 in USA) è trainato da due singoli #1 in patria: una versione di Sorry seems to be the hardest word in duetto con i Blue e Are you ready for love?, brano del 1979 ripescato dall’oblio dopo il successo di un suo remix alla Love Parade di Berlino 2003. L’ottima The heart of every girl, composta per il film Mona Lisa Smile, riceve invece una nomina come miglior canzone ai Golden Globes 2003.
Peachtree Road (2004), primo album totalmente autoprodotto, prosegue con le sonorità acustiche ed essenziali del lavoro precedente, volutamente poco commerciali: apprezzato dalla critica e ignorato dal pubblico, a livello mondiale è forse il suo disco di inediti meno venduto.
Nel 2005 il brano Ghetto Gospel, prodotto da Eminem campionando parte del ritornello dell'eltoniana Indian sunset all’interno di un rap del defunto Tupac Shakur, raggiunge la #1 in UK, mentre debuttano due musical teatrali composti da Elton. Billy Elliot su testi di Lee Hall, ispirato all’omonimo film, ha buon successo a Londra, mentre The Vampire Lestat, scritto assieme a Taupin e tratto dai racconti di Anne Rice, è un grosso fiasco per la Warner Bros. che l’ha prodotto e viene smontato da Broadway dopo poche repliche.
Ciò nonostante Elton resta uno dei personaggi più ricchi nel mondo dello spettacolo, grazie soprattutto agli introiti dei concerti: dal 2004 è presenza fissa al Caesars Palace di Las Vegas con The Red Piano, costoso e breve show arricchito dalle scenografie e dai video kitsch firmati David LaChapelle, nel 2005 è protagonista del terzo Telecomcerto romano ai Fori Imperiali e partecipa al Live8 ove duetta con Pete Doherty, (autore di una pessima performance) in Children of the revolution, canzone scritta da Marc Bolan nel 1972. Ma i riflettori sono tutti puntati sul “matrimonio dell’anno” col compagno David Furnish, celebrato a Windsor nel dicembre 2005, tra le prime nozze omosessuali officiate in GranBretagna.
Con l’autobiografico The Captain And The Kid (2006), prodotto assieme a Matt Still, regala un seguito, di ottimo livello, al glorioso Captain Fantastic del 1975. Poco pubblicizzato dalla Universal, ha anch’esso scarso riscontro di vendite, benché arrivi al #6 in patria. A 60 anni Elton può permettersi di firmare lavori di nicchia come di restare dietro le quinte quando sforna un tormentone da classifica quale I Don't Feel Like Dancin', hit dei Scissor Sisters di cui è co-autore.
In seguito annuncia una svolta artistica in ambito hip-hop, di cui il brano 2 man show scritto con Timbaland, conenuto nell’album Shock Value di quest’ultimo, resta finora l’unico esperimento.
Il 25 marzo 2007 batte ogni record di esibizioni al Madison Square Garden (60 concerti, precedendo i Grateful Dead) con un grandioso live celebrativo per i 60 anni, presentato dall’ex Presidente Bill Clinton e festeggiato da una immensa folla di celebrità. L'evento, una summa di 40 anni di successi, viene poi distribuito su un DVD ufficiale intitolato Elton 60. Sfruttandone l’eco rientra in Top10 con una ennesima raccolta, Rocket Man - The Definitive Hits (2007), #2 in UK e #9 in USA; la casa discografica ritiene probabilmente Elton John un prodotto che può vendere bene solo con le raccolte di successi, anche se la sua discografia globale riesce sempre a vendere oltre 1 milione di copie di album all'anno, nei soli Stati Uniti.
Nel 2008 partecipa, assieme a Neil Tennant, a un singolo natalizio dei The Killers disponibile solo come download (Joseph, better you than me), e torna a collaborare col regista Baz Luhrmann nella colonna sonora del film Australia, col brano The Drover's Ballad.
Musical
A partire dalla seconda metà degli anni 90, l'attività di compositore di Elton John si è estesa anche nel campo dei musical.
Nel 1997 è andato in scena il pluripremiato The Lion King, scritto con Tim Rice dall'omonimo film Disney; è uno dei musical di maggior successo dell'ultimo decennio, è ancora stabilmente presente a Broadway e ha iniziato a girare per i teatri di tutto il mondo. Nel 1999, sempre per la Disney e ancora su testi di Rice, ha composto Aida, rilettura dell'opera di Giuseppe Verdi, altro buon successo (durato sei anni) a Broadway, in seguito rappresentata in varie lingue (la versione italiana ha debuttato nel 2007 a Genova).
Nel 2005 è stata la volta di Billy Elliot, tratto dall'omonimo film inglese, con testi di Lee Hall (autore anche della sceneggiatura del film), enorme successo dei teatri londinesi e arrivato anche a Broadway nel 2008.
Meno bene, invece, per The Vampire Lestat (2005), quello che doveva essere il più ambizioso (erano anni che lui e Bernie Taupin pensavano a questo progetto), tratto dalle opere di Anne Rice (Intervista con il vampiro, Il vampiro Lestat) e prodotto dalla Warner Bros.: dopo un rodaggio a San Francisco e il debutto a Broadway, la tiepida accoglienza con cui è stato accolto ha fatto sì che le rappresentazioni siano state sospese dopo appena un mese e il progetto pare ormai definitivamente accantonato; anche la prevista colonna sonora con il cast di Broadway, già incisa e pronta per essere lanciata sul mercato, è stata bloccata e probabilmente non vedrà mai la luce.
Un progetto che non vede coinvolto direttamente Elton John è la messa in scena di un nuovo musical ispirato ad uno dei suoi dischi migliori, Tumbleweed Connection, l'album ispirato all'epopea del vecchio West; ha debuttato il 19 ottobre 2007 in California e dovrebbe poi muoversi verso i teatri delle grandi città.
EJAF
Un punto fermo nella vita di Elton John è la lotta contro l'AIDS. Nel 1992 viene fondata la Elton John Aids Foundation per raccogliere fondi per la lotta e prevenzione dell'AIDS e per anni tutte le royalties dei suoi singoli pubblicati negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sono andati a confluire nella fondazione che si dimostra, caso più unico che raro, veramente efficace e trasparente nei suoi scopi.
Ogni anno vengono regolarmente organizzati una serie di eventi che hanno come unico intento quello di raccogliere finanziamenti per la fondazione. Dai suoi inizi, la fondazione ha raccolto oltre 125 milioni di dollari utilizzati per supportare programmi di lotta e di ricerca in 55 paesi nel mondo.
Omosessualità
Il cantante inglese è dichiaratamente omosessuale, nonostante sia stato sposato con una donna, il suo tecnico di registrazione Renate Blauel dal 1984 al 1987. Dal 21 dicembre 2005 ha sottoscritto un'unione civile nel municipio di Windsor, con il regista David Furnish, diventato famoso proprio per essere il compagno della popstar. Da anni si batte contro la persecuzione e la discriminazione nei riguardi degli omosessuali anche con canzoni che trattano l'argomento come American Triangle o Ballad of the boy in the red shoes.
Elton e l'Italia - Concerti Italiani
La fama di Elton John nel nostro Paese è inizialmente legata all'enorme successo di Don't Shoot Me I'm Only the Piano Player e in particolare di Crocodile Rock, che domina la classifica dei singoli più venduti in Italia nel 1973. Anche se tale exploit resta un caso isolato, da Madman Across the Water (distribuito da noi nel 1972) a 21 At 33 (1980) Elton è presenza costante tra i 100 LP più venduti annualmente.
Nel 1989 raggiunge la #3 con Reg Strikes Back, grazie al videoclip di Town of plenty utilizzato come sigla di un popolare programma RAI per ragazzi e alla partecipazione al Festival di Sanremo col fortunato (da noi) singolo A word in Spanish. Il successo prosegue con Sleeping With The Past (#6), The Very Best Of (#1), The One (#1), Duets (#3), Made In England (#4), Love Songs (#2), The Big Picture (#1), fino a Songs From The West Coast (#3), tanto che in Italia è decisamente più noto il repertorio degli anni 90 rispetto a quello del periodo d'oro (1970-76), caso piuttosto anomalo. Gli ultimi album invece hanno avuto scarsi riscontri, in linea in ogni caso col resto del mondo, poco aiutati da una stampa che privilegia Elton come personaggio da gossip, prima che un grande musicista.
La popolarità italiana è stata favorita anche dall'amicizia con Gianni Versace, che negli anni 90 gli curò il look e gli disegnò la copertina di The One. In memoria dello stilista, morto nel 1997, Elton si è esibito nel 2004 in un concerto (trasmesso da Rai Due) a Reggio Calabria, sua città natale.
Dopo il primo tour italiano del 1973, rimandato varie volte per alcuni problemi, il pubblico italiano ha dovuto aspettare fino al 1984 per vederlo live, dopo che l'Italia era stata cancellata da tutte le star internazionali a causa dei disordini degli anni 70. A partire dagli anni 90, avendo intensificato i suoi tour mondiali, è ritornato frequentemente da noi, sia con la band, sia con i suoi spettacoli solo piano, riscuotendo sempre un buon successo.
11 aprile 1973 Palasport - Napoli
12 aprile 1973 Palasport - Roma
? aprile 1973 Velodromo Vigorelli - Milano
? aprile 1973 Stadio (?) - Firenze
18 aprile 1973 Palasport (Parco Ruffini) - Torino
19 aprile 1973 Palasport - Genova
11 giugno 1984 Palatenda - Milano
12 giugno 1984 Palatenda - Milano
26 aprile 1989 Arena - Verona
27 aprile 1989 Palatrussardi - Milano
28 aprile 1989 Palaeur - Roma
6 luglio 1992 Stadio Dall'Ara - Bologna (spettacolo doppio con Eric Clapton)
10 luglio 1992 Stadio Brianteo - Monza (spettacolo doppio con Eric Clapton)
6 giugno 1993 Forum - Milano
20 novembre 1994 Forum - Milano solo piano + Ray Cooper
22 novembre 1994 Palaeur - Roma solo piano + Ray Cooper
30 maggio 1995 Palamalaguti - Bologna
14 novembre 1998 BPA - Pesaro
15 novembre 1998 Forum - Milano
2 luglio 1999 Piazza Napoleone - Lucca solo piano
20 giugno 2000 Stadio Rigamonti - Brescia solo piano
27 novembre 2000 Palasport - Firenze solo piano
28 novembre 2000 Forum - Milano solo piano
25 maggio 2002 Arena - Verona
10 luglio 2003 Teatro Greco - Taormina solo piano
15 luglio 2003 Piazza Napoleone - Lucca solo piano
16 dicembre 2003 Forum - Milano
18 dicembre 2003 Palasport - Roma
19 dicembre 2003 Teatro La Fenice - Venezia solo piano
26 maggio 2004 Velodromo Paolo Borsellino - Palermo solo piano
8 giugno 2004 Spazio Espositivo della Fiera - Genova solo piano
9 giugno 2004 Stadio Oreste Granillo - Reggio Calabria solo piano
29 settembre 2004 Studio 90 - MTV live - Milano (a inviti)
12 luglio 2005 Arena Santa Giuliana - Perugia (Umbria Jazz)
1 settembre 2005 Lazzaretto - Bergamo
3 settembre 2005 Fori Imperiali - Roma (Telecomcerto)
10 luglio 2007 Piazza Napoleone - Lucca
9 luglio 2008 Piazza San Marco - Venezia solo piano
Per quanto riguarda le covers italiane dei suoi brani, va detto che sono rare, poco note e in genere relative a canzoni del periodo 1969-70, scelte quando era ancora poco noto: tra queste c'è persino una cover di Your Song interpretata da Mia Martini col titolo Picnic. Fa eccezione la celebre Il cerchio della vita, versione italiana di Circle of Life, eseguita da Ivana Spagna nel 1994 e inclusa nella colonna sonora del cartone Disney Il Re Leone.
Negli anni 80 Donatella Rettore ha inciso due brani: Remember (1981, uscito anche come singolo, inedito e scritto in origine per Frank Sinatra) e Sweetheart on parade (1983), pubblicato anche da altri artisti.
Discografia ufficiale
La discografia è composta da 29 album in studio, 4 album live, 5 colonne sonore e 8 raccolte ufficiali.
1969 Empty Sky
1970 Elton John (include Your Song)
1970 Tumbleweed Connection
1971 17-11-70 (live)
1971 Friends (colonna sonora)
1971 Madman Across the Water
1972 Honky Chateau #1 USA, #2 UK
1973 Don't Shoot Me I'm Only the Piano Player #1 USA e UK
1973 Goodbye Yellow Brick Road (doppio LP, include la versione originale di Candle in the Wind) #1 USA e UK
1974 Caribou #1 USA e UK
1974 Greatest Hits (raccolta) #1 USA e UK
1975 Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy #1 USA, #2 UK
1975 Rock of the Westies #1 USA
1976 Here and There (live)
1976 Blue Moves (doppio LP) #3 USA e UK
1977 Greatest Hits Vol. 2 (raccolta)
1978 A Single Man
1979 The Thom Bell Sessions (mini-album, solo USA)
1979 Victim of Love
1980 21 at 33
1981 The Fox
1982 Jump Up!
1983 Too Low for Zero
1984 Breaking Hearts #2 UK
1985 Ice on Fire #3 UK
1986 Leather Jackets
1987 Live in Australia (live)
1987 Greatest Hits Vol. 3 (raccolta, solo USA)
1988 Reg Strikes Back
1989 Sleeping with the Past #1 UK
1990 The Very Best Of (doppia raccolta) #1 UK, non pubblicato in USA
1992 The One #2 UK
1992 Rare Masters (raccolta di brani rari)
1993 Duets
1994 The Lion King (colonna sonora) #1 USA
1995 Made in England #3 UK
1996 Love Songs (raccolta)
1997 The Big Picture #3 UK
1999 Aida (colonna sonora musical)
1999 The Muse Original Motion Picture Soundtrack (colonna sonora)
2000 The Road to Eldorado (colonna sonora)
2000 One Night Only (live)
2001 Songs from the West Coast #2 UK
2002 Greatest Hits 1970 - 2002 (doppia raccolta) #3 UK
2004 Peachtree Road
2006 The Captain & the Kid
2007 Rocket Man - The Definitive Hits (raccolta) #2 UK
Principali singoli di Elton John
1968 I've Been Loving You (primo singolo a nome Elton John)
1969 Lady Samantha (primo singolo scritto con Bernie Taupin)
1969 It's Me That You Need
1970 Border Song
1970 Rock n Roll Madonna
1970 Take Me to the Pilot/Your Song #8 USA
1971 Your Song #7 UK
1971 Friends
1971 Levon
1971 Tiny Dancer
1972 Rocket Man #2 UK
1972 Honky Cat
1972 Crocodile Rock #1 USA
1973 Daniel #2 USA
1973 Saturday Night's Alright (For Fighting)
1973 Goodbye Yellow Brick Road #2 USA
1973 Step into Christmas #1 USA
1974 Bennie and the Jets #1 USA
1974 Candle in the Wind
1974 Don't Let the Sun Go Down on Me #2 USA
1974 The Bitch Is Back
1974 Lucy in the Sky with Diamonds #1 USA
1975 Philadelphia Freedom #1 USA
1975 Someone Saved My Life Tonight
1975 Island Girl #1 USA
1975 Grow Some Funk Of Your Own
1976 Pinball Wizard
1976 Don't Go Breaking My Heart (con Kiki Dee) #1 USA e UK
1976 Sorry Seems to Be the Hardest Word
1978 Part-time Love
1978 Song for Guy
1979 Are You Ready for Love? #1 UK nel 2003
1979 Mama Can't Buy You Love
1980 Little Jeannie #3 USA
1980 Sartorial Eloquence (Don't You Wanna Play This Game No More?)
1981 Nobody Wins
1982 Blue Eyes
1982 Empty Garden (Hey Hey Johnny)
1983 I'm Still Standing
1983 I Guess That's Why They Call It the Blues
1983 Kiss the Bride
1984 Sad Songs (Say So Much)
1984 Who Wears These Shoes?
1985 Act of War (con Millie Jackson)
1985 Nikita #3 UK
1985 Wrap Her Up (con George Michael)
1986 Heartache All Over the World
1986 Slow Rivers (con Cliff Richard)
1987 Candle in the Wind (live in Australia)
1988 I Don't Wanna Go On with You Like That #2 USA
1988 Town of Plenty
1988 A Word in Spanish
1990 Sacrifice/Healing Hands #1 UK
1990 Club at the End of the Street
1990 You Gotta Love Someone
1991 Don't Let the Sun Go Down on Me (live con George Michael) #1 USA e UK
1992 The One
1992 Runaway Train (con Eric Clapton)
1992 The Last Song
1993 Simple Life
1993 True Love (con Kiki Dee) #2 UK
1994 Don't Go Breaking My Heart (con RuPaul)
1994 Can You Feel the Love Tonight?, vincitrice dell'Oscar 1994 come miglior canzone.
1994 Circle of Life
1995 Believe
1995 Made in England
1995 Blessed
1996 Please
1996 Live Like Horses (con Luciano Pavarotti)
1997 Candle in the Wind '97/Something About the Way You Look Tonight #1 USA e UK, il singolo più venduto di sempre.
1998 Recover Your Soul
1999 Written in the Stars (con LeAnn Rimes)
2000 Someday Out of the Blue
2001 I Want Love
2002 This Train Don't Stop There Anymore
2002 Your Song (con Alessandro Safina)
2002 Sorry Seems to Be the Hardest Word (con i Blue) #1 UK
2004 Answer in the Sky
2006 Tinderbox
Altri brani importanti
1970 I Need You To Turn To
1970 First Episode at Hienton
1970 Sixty Years On
1970 The Greatest Discovery
1970 The King Must Die
1970 Ballad Of A Well-Known Gun
1970 Country Comfort
1970 My Father's Gun
1970 Where To Now St. Peter?
1970 Amoreena
1970 Talking Old Soldiers
1970 Burn Down The Mission
1970 Into The Old Man's Shoes
1971 Madman Across The Water
1971 Indian Sunset
1971 Holiday Inn
1971 All The Nasties
1971 Goodbye
1972 Amy
1972 Mona Lisas and Mad Hatters
1973 Blues for My Baby and Me
1973 Have Mercy on the Criminal
1973 Texan Love Song
1973 High Flying Bird
1973 Funeral For a Friend/Love Lies Bleeding
1973 All the Girls Love Alice
1974 Ticking
1975 We All Fall in Love Sometimes/Curtains
1975 I Feel Like a Bullet (In the Gun of Robert Ford)
1976 Tonight
1978 Shine On Trough
1981 Carla-Etude
2001 American Triangle
2001 Ballad of the Boy in the Red Shoes
Principali partecipazioni in dischi di altri artisti
I Who Have Nothing - Tom Jones 1970
Sing Children Sing - Lesley Duncan 1971
It Ain't Easy - Long John Baldry 1971
Everything Stops for the Tea - Long John Baldry 1972
Walls and Bridges - John Lennon 1974
For Everyman - Jackson Browne 1974
Smiler - Rod Stewart 1974
Goodnight Vienna - Ringo Starr 1974
Perfect Timing - Kiki Dee 1981 (duetto nel singolo Loving You Is Sweeter Than Ever)
Friends - Dionne Warwick 1985 (duetto nel singolo That's What Friends Are For)
Rock the Nations - Saxon 1986
The Final - Wham 1986
Radio Hearth - Gary Newman 1987
Cloud Nine - George Harrison 1987
Heart Over Mind - Jennifer Rush 1987 (duetto nel singolo Flames of Paradise)
The Rumour - Olivia Newton-John 1988
Through the Storm - Aretha Franklin 1989 (duetto nel singolo omonimo)
Under the Red Sky - Bob Dylan 1990
The Blaze of Glory - Jon Bon Jovi 1990
Without Walls - Tammy Wynette 1994
Faust - Randy Newman 1995
Intimacy - Bruce Roberts 1995 (duetto nel singolo When the Money's Gone)
Deep Inside - Mary J. Blige 1999
Beneath the Velvet Sun - Shawn Mullins 2000
Gettin' in Over My Head - Brian Wilson 2004
Alcyon Days - Bruce Hornsby 2004
Dream #29 - Cindy Bullens 2005
Classic Moments - Patti LaBelle 2005
Thanks for the Memory - Rod Stewart 2005
B.B. King & Friends: 80 - B.B. King 2005
Duets: An American Classic - Tony Bennett 2006
Ta-Dah - Scissor Sisters 2006 (piano nel singolo I Don't Feel Like Dancin', #1 UK)
Fundamental - Pet Shop Boys 2006
Timbaland Presents Shock Value - Timbaland 2007
Hope & Glory - Ann Wilson 2007
Elton John ha collaborato nel corso della sua attività di musicista e cantante a tantissimi dischi di altri artisti, in forma più o meno anonima e oltre a queste, esistono decine di altre partecipazioni, come pianista o cantante, e svariati dischi tributo ad altri artisti. In riferimento agli inizi della sua carriera, non si conosce effettivamente il numero esatto di pubblicazioni realizzate nei vari paesi europei (cover anonime che replicavano i successi del momento).
Numerose sono inoltre le partecipazioni a compilation collettive di tributo ad altri artisti: a Curtis Mayfield (1993), George Gershwin (1994), Leonard Cohen (1995), Noel Coward (1998), Luther Vandross (2005), Fats Domino (2007, Charles Aznavour (2008)).
Principali collaborazioni nei dischi di Elton John
Rick Wakeman 1971
Chris Spedding 1971
Mick Ronson 1971
Jean-Luc Ponty 1972
Dusty Springfield 1974
Tower Of Power 1974
Carl Wilson, Bruce Johnstone (vedi Beach Boys) 1974, 1976, 1980, 1988
David Crosby e Graham Nash 1976
David Sanborn 1976
Tim Renwick 1978
Byron Berline 1980
Don Henley, Glenn Frey, Timothy B. Schmit (vedi Eagles) 1980
Mickey Raphael 1981
Jeff Porcaro 1982
Pete Townshend 1982, 1988
Stevie Wonder 1983, 1993, 2001
George Michael 1985, 1993
John Deacon, Roger Taylor (vedi Queen) 1985, 1986
Cliff Richard 1986
Freddie Hubbard 1988
Eric Clapton 1992
David Gilmour 1992
collaborazioni in Duets (1993): k.d. lang, P.M. Dawn, Little Richard, Don Henley, Kiki Dee, Chris Rea, Tammy Wynette, Nik Kershaw, Gladys Knight, RuPaul, Marcella Detroit, Paul Young, Bonnie Raitt, Leonard Cohen
collaborazioni in Aida (1999): Sting, LeAnn Rimes, Tina Turner, Angelique Kidjo, Spice Girls, Janet Jackson, Boyz II Men, Shania Twain, Lenny Kravitz, James Taylor, Lulu, Kelly Price, Dru Hill
Randy Newman 2000
duetti in One Night Only (2000): Anastacia, Mary J. Blige, Bryan Adams, Ronan Keating
Billy Preston 2001
Rufus Wainwright 2001
artisti presenti nella compilation-tributo Two Rooms (1991): Eric Clapton, Kate Bush, Sting, Who, Beach Boys, Wilson Philips, Joe Cocker, Jon Bon Jovi, Tina Turner, Hall & Oates, Rod Stewart, Oleta Adams, Bruce Hornsby, Sinead O'Connor, Phil Collins, George Michael
Voci correlate
Elenco degli artisti musicali per maggiori vendite
Altri progetti
Commons
Wikiquote
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Elton John
Wikiquote contiene citazioni di o su Elton John
Note
^ classicrock.about.com - history of Glam rock
^ a b allmusic.com - Elton John
Collegamenti esterni
Sito ufficiale
Sito del fan club italiano di Elton John, con news, discografie e traduzioni
Sito della Elton John Aids Foundation
Elton John su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Elton John")
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Portale Biografie
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Elton_John"
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