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Alexandr Alekhin (1892-1946)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Aleksandr Aleksandrovič Alekhin
  • Scomparso nel: 1946
  • Data di nascita: 31 Ottobre 1892
  • Professione: Scacchista
  • Luogo di nascita: Mosca
  • Nazione: Russia
  • Alexandr Alekhin in Rete:

  • Wikipedia: Alexandr Alekhin su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Aleksandr Aleksandrovič Alechin
    Aleksandr Aleksandrovič Alechin (in russo Александр Александрович Алехин ) (Mosca, 31 ottobre 1892 – Estoril, 24 marzo 1946) è stato uno scacchista russo naturalizzato francese nel 1927, Grande Maestro e uno dei più grandi campioni del mondo di scacchi.

    Biografia
    L'infanzia
    Alechin nacque il 31 ottobre (o secondo altri il 1° novembre) 1892 in una famiglia agiata di Mosca. Suo padre, Aleksandr Ivanovič (1856-1917), nobile di provincia, era un proprietario terriero e membro della Duma; la madre, Anes'ja Ivanovna Prochorova (1861-1915), era figlia di un ricco industriale di tessuti.
    Si dice che i genitori si occupassero poco dei figli: il padre sembra aver perduto, poco prima della Grande Guerra, un milione di rubli al Casino di Montecarlo, ed esser stato posto, per questo motivo, sotto tutela, mentre la madre, alcolizzata, morì a Basilea in una clinica per malattie mentali. Fu in particolare la nonna a prendersi cura dei suoi nipoti e vi è chi vede, in questi precedenti, sia la causa originaria dell'alcolismo di cui Alechin soffrì quasi tutta la vita, sia il motivo della sua predilezione per le donne più anziane di lui.
    Ad Alechin gli scacchi furono insegnati dalla madre e dai fratelli maggiori Varvara e Aleksej; quest'ultimo, in particolare, era un discreto giocatore dilettante: sono conservati alcuni quaderni in cui i due fratelli annotavano partite ed elaboravano analisi. Disse lo stesso Alechin di aver imparato a giocare a sette anni ma di essersi dedicato seriamente agli scacchi soltanto a dodici: precisò poi che questa sua decisione fu anche influenzata dalla profonda impressione ricevuta vedendo al Circolo degli scacchi di Mosca, nel 1901, il campione statunitense Harry Nelson Pillsbury giocare alla cieca una serie di 25 partite simultanee.
    La sua casa era frequentata anche da importanti giocatori russi del tempo: Nenarokov, Blumenfeld e Duž-Chotimirskij, il quale gli avrebbe dato, già alla fine del secolo, alcune lezioni private.
    Primi passi
    Alechin partecipò a molti tornei per corrispondenza, tra il 1902 e il 1911, sponsorizzati dalla rivista Šachmatnoe Obozrenie e così la sua prima partita che ci è nota fu giocata in un torneo per corrispondenza iniziato il 3 dicembre 1902. Nel 1907, a quattordici anni, si classificò agli ultimi posti, 11°-13°, nel «Torneo di ottobre» del Circolo dilettanti di scacchi di Mosca, mentre il fratello maggiore Aleksej si classificò 4°-6°: si prese tuttavia la rivincita l'anno seguente, vincendolo, intanto che in agosto si classificò 4°-5° nel Torneo di Düsseldorf. Ancora nel 1908 ebbe confronti individuali con maestri di buona forza: Curt von Bardeleben, che sconfisse per 4 1/2 : 1/2, Blumenfeld, da lui sconfitto con il medesimo risultato, e con Fahrni, col quale pattò 1 1/2 : 1 1/2. Si confermò il miglior dilettante moscovita vincendo ancora l'annuale Torneo di Mosca del 1909 ma soprattutto, a diciassette anni, si affermò come il miglior giovane giocatore russo del momento vincendo il Campionato nazionale dilettanti a San Pietroburgo con 12 vittorie, una patta e 4 sconfitte e ottenendo così il titolo di Maestro.
    In quell'occasione conobbe Savielly Tartakower che anni dopo disse di lui che già allora Alechin «manifestò quella volontà di vincere, quell'orientamento verso un obbiettivo concreto, che caratterizzò tutta la sua vita e che non va confuso con la volgare ambizione». Aggiunse Tartakower che i fattori che portarono Alechin al massimo livello furono: «1. Innanzi tutto, la dedizione incondizionata agli scacchi, che egli considerò una vera arte. 2. Un'intelligenza molto sviluppata e una solida istruzione. 3. Una inesauribile fonte di idee. 4. Un costante lavoro di perfezionamento, ma non attraverso compilazioni di varianti, come fecero Grünfeld e il dottor Euwe, bensì attraverso l'impostazione artistica di schemi, di piani di gioco e di combinazioni. 5. Il mezzo: porre problemi all'avversario in quasi tutte le mosse. 6. La serenità, tanto nelle sconfitte che nelle vittorie e la consapevolezza che ogni successo era solo una tappa del cammino verso una successiva e superiore tappa. In effetti, Alechin divise in tappe tutta la sua carriera scacchistica».
    Aleksandr concluse quell'anno gli studi ginnasiali e s'iscrisse nella Facoltà di giurisprudenza dell'Università di San Pietroburgo.
    Il conseguimento del titolo di maestro gli permetteva ora di partecipare ai tornei internazionali: giocatore di talento, ma non precoce e naturale come fu invece, per esempio, Capablanca, le sue prime prove non furono esaltanti. Nel 1910 si classificò 7°-8° nel Torneo di Amburgo vinto da Schlechter, nel 1911 fu 8°-11° in quello di Karlsbad, vinto da Teichmann e 6°-7° a Vilna, dove si affermò Rubinstein: in compenso, nel 1912 si classificò al primo posto a Stoccolma, in un torneo peraltro di non alto livello. Si può dire che in questo periodo Alechin fosse un giocatore di seconda fila nel panorama internazionale, essendo la prima fila formata dal campione del mondo Lasker, da Rubinstein e da Capablanca.
    Nel 1914 si tiene a San Pietroburgo un importante torneo internazionale il cui esito avrebbe designato lo sfidante al titolo di campione mondiale e fu proprio Lasker a classificarsi primo, vincendo l'ultima partita contro Capablanca, giunto secondo. Terzo fu Alechin, a rispettabile distanza dai due migliori giocatori del momento, ma riuscendo a imporsi a giocatori del talento di Rubinstein e di Nimzowitsch e guadagnando il titolo di Grande maestro. Proprio in quella circostanza comprese che, data l'età ormai avanzata di Lasker, presto sarebbe stato Capablanca il prossimo campione e lui, Alechin, sarebbe divenuto il suo sfidante di diritto.
    La pausa della Grande Guerra e della Rivoluzione
    Si trovava in Germania, disputando brillantemente il torneo di Mannheim, quando scoppiò la guerra: come cittadino russo, fu brevemente internato. Tornato in Russia, è destinato alla Sanità militare, operando sul fronte austriaco: in seguito a uno shock da bombardamento viene ricoverato all'ospedale di Tarnopol, dove non perde occasione di giocare a scacchi.
    Le notizie che lo riguardano, a partire dal 1917, sono molto confuse: la Rivoluzione del febbraio 1917 lo coglie a Mosca, mentre sembra che subito dopo quella di ottobre egli intendesse lasciare la Russia, imbarcandosi da Odessa. Sta di fatto che egli partecipò a due tornei magistrali a Mosca nel 1918 e nel 1919 e alla I Olimpiade panrussa, celebrata nel 1920, che vince, ottenendo il titolo di Campione di Russia. Quello stesso anno è attestata la sua nomina a giudice istruttore della polizia criminale di Mosca, incarico corrispondente a quello di ispettore di polizia. Anche la notizia di un suo arresto come sospetto di simpatie controrivoluzionarie e persino di una sua condanna a morte per spionaggio, dalla quale sarebbe stato sottratto dall'intervento personale di Trotski, ha il sapore della leggenda: pur essendo dichiaratamente anticomunista, Alechin, più volte richiesto in merito, durante tutta la sua vita non confermò mai quelle circostanze.
    Ancora nel 1920 Alechin sposò la baronessa russa Von Sewergin, una donna più anziana di lui e già vedova: il matrimonio sarebbe stato celebrato solo allo scopo di legittimare la loro figlia Valentina, nata nel 1913. Poco dopo fu interprete presso il Comintern conoscendo, in questa occasione, Annaliese Rüegg, una giornalista svizzera piuttosto nota al tempo: subito divorziato, Alechin la sposò il 15 marzo 1921 ed entrambi furono autorizzati a lasciare la Russia il 23 aprile 1921. Pertanto, contrariamente a quanto a volte si sostiene, Alechin lasciò legalmente la Russia.


    Tutto per gli scacchi
    Da Riga, in Lettonia, si trasferisce subito a Berlino, dove gioca due match con i maestri tedeschi Teichmann e Sämisch. Deciso a dedicarsi interamente agli scacchi, dai quali deve ottenere anche il sostentamento economico, partecipa in rapida successione a tre importanti tornei a Triberg, a Budapest e a Den Haag, vincendoli tutti, intanto che a L'Avana Capablanca si affermava nuovo Campione mondiale battendo facilmente l'anziano Lasker. Si trasferisce a Parigi e sogna di presentarsi come il prossimo sfidante del cubano, il quale sembra un'autentica macchina costruita per vincere. Il torneo di Londra, tenutosi nell'agosto del 1922, è facilmente vinto da Capablanca che distanzia Alechin di 3 punti e mezzo: il loro confronto diretto finisce dopo mezzora con una patta proposta dal campione cubano dopo sole 17 mosse.
    In quell'occasione, Capablanca stabilì - come aveva diritto, essendo il titolo considerato a quel tempo una «proprietà privata» del campione in carica - le regole del prossimo Campionato mondiale: l'incontro sarebbe terminato al conseguimento di 6 vittorie; il tempo di riflessione per giocatore in ogni partita veniva fissato in due ore e mezza per 40 mosse; lo sfidante doveva offrire una borsa di 10.000 dollari; il campione in carica era tenuto a mettere in palio il titolo entro un anno.
    La cifra di 10.000 dollari era allora molto elevata - e occorreva preventivare tutte le spese di soggiorno durante un match che si prospettava di lunga durata - e per raccoglierla occorreva solo giocare e vincere i premi dei tornei, sperando anche nell'aiuto economico di qualche magnate appassionato di scacchi. E occorreva studiare, perfezionarsi in quella che Alechin considerava un'arte, nella quale egli sapeva di essere ancora inferiore al suo grande rivale: bisognava in particolare studiare le sue partite per scoprire i difetti del suo gioco. Naturalmente, occorre fare un'analisi dei propri difetti, per prenderne coscienza e superarli: è probabilmente a questo scopo - oltre a quello di presentare un aperto manifesto della sua maestria - che Alechin pubblicò un primo volume de Le mie migliori partite. 1908-1923 e un successivo volume di commenti a tutte le partite giocate nel Torneo di New York 1924: oltre alle sue capacità nel gioco di combinazione, che gli faceva scoprire in una partite varianti passate inosservate, «il merito principale dei commenti di Alechin consiste nel mettere in evidenza i bruschi cambiamenti della contesa, i momenti critici in cui da una posizione favorevole si passa a una posizione equilibrata o inferiore per poi mutare nuovamente». .
    Nel 1923 i risultati ottenuti sono modesti: separatosi dalla moglie, che non sopportava il suo modo di vivere, si unisce - ma solo per qualche anno - con Nadja Fabrižkaia, come al solito una donna più anziana, vedova del generale zarista Vasiljev, con la quale sembra aver condotto una vita familiare molto tranquilla. Nello stesso tempo, intenzionato a ottenere la cittadinanza francese, studia diritto per sostenere l'esame che gli permetta di ottenere il riconoscimento legale della laurea ottenuta in Russia.
    Alla fine dell'anno partì per il Canada: il 29 novembre scrisse da Montreal a Capablanca, informandolo che negli Stati Uniti intendeva raccogliere il denaro necessario per sostenere il campionato. Non riuscì però nell'intento: vennero finanziamenti solo per organizzare un torneo a doppio turno a New York, il vincitore del quale, o il meglio piazzato dopo Capablanca, avrebbe avuto il diritto di sfidarlo. A sorpresa, ma meritatamente, vinse il «vecchio» Lasker con 16 punti su 20, davanti a Capablanca con 14 1/2, che subì contro Reti la sua prima sconfitta dopo otto anni, e ad Alechin con 12. Svanivano così le possibilità di poter sostenere il match mondiale - un confronto tra Capablanca e Lasker era comunque escluso - e veniva ribadita la sua inferiorità rispetto al giocatore cubano, che gli vinse una partita e, non sfruttando una posizione vantaggiosa, pattò la seconda.
    L'anno 1925 è uno dei più favorevoli: vinti facilmente i non impegnativi tornei di Parigi e di Berna, trionfa nel grande Torneo di Baden-Baden nel quale, assenti Capablanca e Lasker, supera i maggiori maestri del tempo: Rubinstein, Sämisch, Bogoljubov, Marshall, Nimzowitsch, Spielmann, Réti, contro il quale realizza una partita da antologia degli scacchi. Scrisse Tartakower: «Capablanca detiene il titolo, Lasker possiede i risultati, ma Alechin ha lo stile di un vero campione del mondo».
    Finalmente, il 19 febbraio 1927, s'inaugura a New York un nuovo Torneo, al quale partecipano solo sei giocatori - Capablanca, Alechin, Vidmar, Marshall, Nimzowitsch e Spielmann, ognuno dei quali avrebbe però sostenuto quattro partite con ciascun avversario - con un importante accordo: chi avesse vinto il Torneo, o si fosse piazzato secondo dietro Capablanca, sarebbe stato lo sfidante al titolo di campione del mondo. Vinse ancora Capablanca, imbattuto con due punti e mezzo di vantaggio su Alechin, sconfitto in una delle quattro partite dirette: ma ora il russo aveva acquisito il diritto a sfidare il campione cubano. La sede era fissata a Buenos Aires, avendo lo stesso governo argentino garantito i finanziamenti necessari.
    Campione del mondo
    Alechin e Capablanca, Buenos Aires 1927
    Non c'è dubbio che Alechin si presentò a Buenos Aires dopo aver svolto una lunga e minuziosa preparazione su se stesso e sulle caratteristiche del gioco del suo avversario. Pensava di aver individuato i suoi punti deboli, che espose in un articolo scritto dopo la conclusione del campionato: «Nel 1925 Capablanca dovette sopportare una delle maggiori delusioni della sua attività sportiva: nel Torneo di Mosca occupò a fatica il terzo posto e perdette due partite le cause vanno cercate nella sua tendenza, sempre più accentuata, alla semplificazione della posizione, alla riduzione del gioco a pura tecnica, spegnendo quello spirito vivo che brillò nelle sue partite di San Sebastián (1911) e di San Pietroburgo (1914) è assurdo considerare "macchina scacchistica e "miglior campione di tutti i tempi" un giocatore in ogni cui partita si scoprono generalmente due o tre imprecisioni, per non dire errori evidenti». Rilevato il limitato repertorio di aperture utilizzato abitualmente da Capablanca, ne indica la causa nel suo «istinto di conservazione» che lo porta a semplificare il gioco senza trarre alcun vantaggio dall'apertura.
    Nel medio gioco, Capablanca ha una rapidissima capacità di giudizio, cosicché se le sue scelte appaiono buone, tuttavia non sono sempre le migliori: la fiducia in se stesso lo conduce a non approfondire e a non scoprire tutte le possibilità offerte dalla posizione. Alechin sostiene che nemmeno nel finale - fase della partita nella quale si giudicava il cubano impeccabile - egli era insuperabile.
    Quel che è certo, è che quasi tutti i pronostici, prima del campionato, davano Capablanca facilmente vincitore; da parte sua Alechin, partendo per Buenos Aires, dichiarò con prudente ottimismo: «Non so come potrò vincergli sei partite, ma nemmeno come lui potrà vincerle a me».
    L'incontro iniziò il 16 settembre e a sorpresa Alechin vinse con il Nero una Difesa Francese: era la prima volta che batteva il campione cubano. Questi vinse tuttavia la 3ª partita e la 7ª: tutto sembrava andare secondo le previsioni. Ma l'11ª partita fu vinta ancora da Alechin, dopo una serie di errori da entrambe le parti, ma specialmente di Capablanca che, innervosito, perdette anche la successiva. In vantaggio per 3-2, Alechin adottò la tattica di non forzare le partite, cercando di ottenere rapide patte. Ciò nonostante, Capablanca non seppe sfruttare una posizione vantaggiosa nella 17ª e perdette chiaramente la 21ª: commise un gravissimo errore nella 27ª, permettendo ad Alechin di pareggiare una partita ormai perduta, ma vinse la 29ª. Malgrado il punteggio di 4-3 consentisse a Capablanca di nutrire molte speranze di rimontare lo svantaggio, egli era in realtà intimamente sfiduciato e perdette ancora la 32ª. Nella 34ª altri errori di Capablanca consentirono ad Alechin di guadagnare un pedone e, dopo una lunghissima resistenza del suo avversario, di vincere la partita e il match: era il 28 novembre 1927.
    Tornei e competizioni individuali
    Note

      ^ Venne pagato cinque rubli a lezione. Duž-Chotimirskij raccontò poi, spiritosamente, che certamente quelle lezioni furono la causa dei pur pochi difetti del gioco di Alechin. Citato in A. Kotov, Alekhine, Barcellona, 1975, p. 10
      ^ A. Kotov, cit., pp. 14-15
      ^ Il 16 novembre del 1920 la Rüegg ottenne un'intervista da Lenin
      ^ Nel passaporto di Alechin risulta la nota: «Il Commissariato Nazionale degli Affari Esteri autorizza il cittadino Alechin Aleksandr Aleksandrovič a passare in Lettonia dal posto di frontiera di Soboš». In A. Kotov, cit., p. 17
      ^ Nikolai Grigorjev, in A. Kotov, cit., p. 57
      ^ In A. Kotov, cit., pp. 61-63

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    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Aleksandr_Aleksandrovi%C4%8D_Alechin"
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