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Adriano Olivetti (1901-1960)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1960
  • Data di nascita: 11/04/1901
  • Professione: Imprenditore
  • Luogo di nascita: Ivrea (TO)
  • Nazione: Italia
  • Adriano Olivetti in Rete:

  • Wikipedia: Adriano Olivetti su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Nota disambigua - Se stai cercando altri significati, vedi Olivetti (disambigua).
    Adriano Olivetti (Ivrea, 11 aprile 1901 – Milano, 27 febbraio 1960) è stato un imprenditore, ingegnere e politico italiano, figlio di Camillo Olivetti; fu uomo di grande e singolare rilievo nella storia italiana del secondo dopoguerra.
    Nacque sulla collina di Monte Navale, nelle vicinanze di Ivrea l'11 aprile del 1901, dal padre Camillo, ebreo, e dalla madre Luisa, valdese. Nel 1924 conseguì la laurea in ingegneria chimica al Politecnico di Torino e, dopo un soggiorno di studio negli Stati Uniti, durante il quale poté aggiornarsi sulle pratiche di organizzazione aziendale, entrò nel 1926 nella fabbrica paterna ove, per volere di Camillo, fece le prime esperienze come operaio. Divenne direttore della Società Olivetti nel 1933 e presidente nel 1938.
    Si oppose al regime fascista con momenti di militanza attiva (partecipò con Carlo Rosselli, Ferruccio Parri, Sandro Pertini ed altri alla liberazione di Filippo Turati). Durante gli anni del conflitto bellico, in cui Olivetti era inseguito da mandato di cattura per attività sovversiva, riparò in Svizzera. Rientrato dal suo rifugio alla caduta del regime, riprese le redini della azienda.
    Alle sue capacità manageriali che portarono la Olivetti ad essere la prima azienda del mondo nel settore dei prodotti per ufficio, unì una instancabile sete di ricerca e di sperimentazione su come si potessero armonizzare lo sviluppo industriale con la affermazione dei diritti umani e con la democrazia partecipativa, dentro e fuori la fabbrica. Nel 1945 pubblicò L'ordine politico delle Comunità che va considerato la base teorica per una idea federalista dello Stato che, nella sua visione, si fondava appunto sulle comunità, vale a dire unità territoriali culturalmente omogenea e economicamente autonome.
    Nel 1948 fondò a Torino il "Movimento Comunità" e si impegnò affinché si realizzasse il suo ideale di comunità in terra di Canavese. Il movimento, che tentava di unire sotto un'unica bandiera l'ala socialista con quella liberale, assunse nell'Italia degli anni Cinquanta una notevole importanza nel campo della cultura economica, sociale e politica. Sotto l'impulso delle fortune aziendali e dei suoi ideali comunitari, Ivrea negli anni cinquanta raggruppò una quantità straordinaria di intellettuali che operavano (chi in azienda chi all'interno del Movimento Comunità) in differenti campi disciplinari, inseguendo il progetto di una sintesi creativa tra cultura tecnico-scientifica e cultura umanistica.
    Fu sindaco di Ivrea nel 1956 e nel 1958 venne eletto deputato come rappresentante di "Comunità". Studioso di urbanistica, diresse il piano regolatore della Valle d'Aosta e fu anche presidente dell'Istituto nazionale di urbanistica.
    Il 27 febbraio 1960 morì improvvisamente durante un viaggio in treno da Milano a Losanna: al momento del suo decesso l'azienda fondata dal padre e da lui per lungo tempo diretta vantava una presenza su tutti i maggiori mercati internazionali, con circa 36.000 dipendenti, di cui oltre la metà all'estero.
    Bibliografia
    Adriano Olivetti, L’ordine politico delle Comunità. Le garanzie di libertà in uno Stato socialista, Ivrea, Nuove Edizioni Ivrea, 1945.
    Adriano Olivetti, L’ordine politico delle Comunità dello Stato secondo le leggi dello spirito, Roma, Edizioni di Comunità, 1946.
    Adriano Olivetti, Società, Stato, Comunità. Per una economia e politica comunitaria, Milano, Edizioni di Comunità, 1952.


    Adriano Olivetti, Città dell’uomo, Milano, Edizioni di Comunità, 1959.
    Adriano Olivetti, L’ordine politico delle Comunità. Le garanzie di libertà in uno stato socialista, a cura di Renzo Zorzi, Milano, Edizioni di Comunità, 1970.
    Bruno Caizzi, Camillo e Adriano Olivetti, Torino, UTET, 1962.
    Giuseppe Berta, Le idee al potere: Adriano Olivetti tra la fabbrica e la comunità, Milano, Edizioni di Comunità, 1980.
    Geno Pampaloni, Adriano Olivetti: un'idea di democrazia, Milano, Edizioni di Comunità, 1980.
    Umberto Serafini, Adriano Olivetti e il Movimento Comunità: una anticipazione scomoda, un discorso aperto, Roma, Officina, 1982.
    Valerio Ochetto, Adriano Olivetti, Milano, Mondadori, 1985.
    Valerio Castronovo, Grandi e piccoli borghesi: la via italiana al capitalismo, Roma-Bari, Laterza, 1988.
    Giulio Sapelli, Roberto Chiarini, Fini e fine della politica. La sfida di Adriano Olivetti, introduzione di Luciano Gallino, Milano, Edizioni di Comunità, 1990
    Giorgio Soavi, Adriano Olivetti: una sorpresa italiana, Milano, Rizzoli, 2001.
    Luciano Gallino L'impresa responsabile. Un'intervista su Adriano Olivetti, Torino, Edizioni di Comunità, 2001.
    Chiara Ricciardelli, Olivetti. Una storia, un sogno ancora da scrivere, Milano, Franco Angeli, 2001.
    Voci correlate
    Corso di laurea in Media e giornalismo "Adriano Olivetti"
    Collegamenti esterni
    Biografia di Adriano Olivetti
    Fondazione Adriano Olivetti
    Adriano Olivetti: l'imprenditore rosso La Storia siamo Noi - Rai Educational
    Portale Ingegneria: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di Ingegneria

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Adriano_Olivetti"
    Categorie: Biografie | Imprenditori italiani | Ingegneri italiani | Politici italiani del XX secoloCategoria nascosta: BioBot

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